martedì 29 novembre 2016
Enclave
Protagonista è Nenad, un bambino serbo che vive a Vrelo, villaggio albanese nel Kosovo post-bellico. Il piccolo abita in una frazione isolata con il padre e il nonno, gravemente malato, a cui il bambino è molto affezionato. Ogni mattina va a scuola viaggiando in un blindato delle Nazioni Unite, che lo protegge dalle possibili aggressioni, e nella sua aula segue le lezioni da solo con la maestra. Tutti gli altri bambini del villaggio sono albanesi e uno di loro, Bashkim, è carico d’odio nei confronti di tutti i serbi, che ritiene responsabili della morte del padre. Un giorno, mentre la comunità albanese celebra un matrimonio, il nonno di Nenad muore e il bambino arriva ad attraversare le linee nemiche pur di riuscire ad avvisare il prete. Mentre sulle strade del villaggio matrimonio e funerale si incrociano come due universi paralleli incapaci di dialogo, Nenad si trova improvvisamente faccia a faccia con Bashkim: nelle mani dei due bambini la possibilità di riprodurre odio e divisione oppure di dare un piccolo, nuovo corso alla storia.
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mercoledì 16 novembre 2016
Rocco
Rocco Siffredi è per la pornografia quello che Mike Tyson è per il pugilato: una leggenda vivente. Sua madre avrebbe voluto che si facesse prete e lui è diventato un attore porno con la sua benedizione, dedicando la sua esistenza ad un unico dio: il Desiderio. Nell'arco dei trent'anni che ha dedicato alla professione, Rocco Siffredi ha esplorato tutte le fantasie dell'animo umano e si è prestato ad ogni sorta di trasgressione. Attore porno dal destino eccezionale, in questo documentario introspettivo Rocco si immerge negli abissi più reconditi della sua dipendenza dal sesso e si confronta con i suoi demoni. Per questo mostro sacro del sesso è anche giunto il momento di appendere i guanti al chiodo. Per girare l'ultima scena della sua carriera, Rocco ha scelto questo documentario. Una galleria di personaggi – parenti, amici, soci e professionisti dell'industria del porno – lo accompagnano fino a questa spettacolare uscita di scena, in un road-movie corale dall'atmosfera crepuscolare. Dai pasti in famiglia nella casa di Budapest alle riprese di film pornografici a Los Angeles, dalle stradine italiane di Ortona alle ville americane della Porn Valley, il film ripercorre la storia di una vita ossessionata dal desiderio e offre uno sguardo in filigrana ai retroscena dell'industria del cinema porno, oltre allo scandalo e all'apparente oscenità. In un periodo in cui la pornografia emerge dalla clandestinità e invade il cinema tradizionale, la moda e l'arte contemporanea, è un universo a tutto tondo filmato da vicino quello che ci viene rivelato in uno stile impressionista.
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mercoledì 2 novembre 2016
Trolls
Principessa dei Troll, Poppy prende molto sul serio la missione del suo popolo: felicità, abbracci e festa costanti. Unico che le si oppone è Branch, troll spento che la mette in guardia dall'attirare l'attenzione dei Bergen, il popolo di brutti giganti che li minaccia. Quando la loro posizione sarà rivelata al nemico e ci sarà un traumatico rapimento, Poppy dovrà partire al salvataggio in compagnia proprio di Branch, in fondo più razionale di lei.
Difficile che non ci sia mai imbattuti nei capelluti Trolls, pupazzetti inventati nel 1959 dal danese Thomas Dam: protagonisti di serie tv e persino di videogiochi, sono stati quasi sempre identificati con una leziosità un po' acida, al limite dell'insostenibile per il pubblico non femminile (e in generale dai dieci anni in su). Per questa ragione, l'operazione che la DreamWorks Animation ha compiuto sul franchise ci è sembrata sorprendentemente efficace. Della regia si sono occupati Mike Mitchell e Walt Dohrn, che avevano dato una prova meno convincente con Shrek: E vissero felici e contenti.
Il miracolo compiuto qui è che la positività a oltranza dei personaggi viene con constanza corretta dall'ironia, quel tanto che basta a renderli più digeribili a chi li trovava vagamente inquietanti. Di certo una buona parte di questo traguardo è tagliato con il commento musicale e le canzoni, che riportano il cartoon alla luminosità musical più in voga una ventina d'anni fa, miscelando canzoni storiche di repertorio (come The Sound of Silence) con composizioni originali di Justin Timberlake, in originale voce di Branch. La versione italiana si avvale delle voci di Elisa e Alessio Bernabei per la coppia principale, garantendo performance all'altezza della situazione canora.
Il rischio di acidità smodata è fugato pure da una grafica che addolcisce i lineamenti dei protagonisti e ne rafforza così l'empatia, rispetto alla fissità di sguardo squaloide dei pupazzetti dal vero. La storia è molto memore delle persecuzioni dei Puffi a opera di Gargamella, arricchita da una parodia-omaggio a Cenerentola molto riuscita (nella storia è la sguattera bergen, Brigida, ed è legata ai temi del primo Shrek).
Le carte in tavola sono le solite, ma sono rimestate con una certa intelligenza dal copione di Jonathan Aibel e Glenn Berger, bilanciando lo sberleffo con una caratterizzazione plausibile dei personaggi, che accompagna un crescendo in cui si fa il tifo per tutti. Alla fine ci si fa volentieri abbagliare gli occhi da una direzione artistica che trasmette euforia con un'indondazione di colori saturi, di cui sono imbevute tutte le superfici. Questo mondo di stoffa DreamWorks trabocca di una sana regressione infantile.
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